CARNI ROSSE ALLA RISCOSSA

La carne alla riscossa

E' operativa Oicb, la prima organizzazione interprofessionale del settore. Ha di fronte importanti sfide. Intanto mercati e consumi sono in ripresa. Se n'è parato all'assemblea di Uniceb


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Il settore delle carni bovine può contare su uno strumento associativo che rappresenta tutta la filiera. Tra le nuove sfide la lotta alle false informazioni
Arrivano segnali incoraggianti dal mondo delle carni italiane.
Aumenta, seppure di poco, il consumo di carne bovina, che stando alle anticipazioni di Ismea fa segnare un +0,4% rispetto allo scorso anno.
Ancora Ismea segnala la fase di stabilità dei prezzi in questa parte finale del 2018.

Significativo l'aumento del numero di bovini delle razze tipiche italiane da carne, segno della attenzione dei consumatori per la qualità, specie se certificata.
Bene anche il settore avicolo con incrementi dei prezzi in tutte le tipologie. Qualche cedimento dei mercati solo per i suini, dove però si attende una svolta in chiave positiva.


I compiti di Oicb

E' in questo scenario che si è svolta la recente assemblea annuale di Uniceb, l'associazione che riunisce importatori e commercianti di carni, che si appresta a celebrare i cinquanta anni di attività nel 2019.
Al centro dell'incontro la difesa della filiera delle carni dalle informazioni distorte che continuano a confondere il consumatore sul ruolo delle proteine animali.

Per tutelare l'immagine della carne e della zootecnia in generale, il presidente di Uniceb, Carlo Siciliani, ha ricordato il ruolo di Oicb, la prima organizzazione interprofessionale della carne bovina.
Al suo interno figurano tutte le componenti della filierazootecnica, dai produttori al mondo della trasformazione.
Una svolta importante per un settore che da sempre ha nella frammentazione e nella divisione dei protagonisti un punto di debolezza.
 

Gli obiettivi

Ora si cambia e gli obiettivi da perseguire vanno ben oltre il contrasto alle fandonie che ciclicamente prendono di mira il consumo delle carni.
Li ha elencati lo stesso Siciliani ricordando la necessità di promuovere i contratti di filiera, che si chiede siano sostenuti per favorire l'aumento della produzione di carni bovine e suine.

Altro capitolo è quello della tutela delle denominazioni di vendita.
Troppe volte si leggono etichette che richiamano impropriamente la carne, inducendo in errore il consumatore.
Accade in particolare per talune preparazioni che ammiccano a scelte vegane e vegetariane.

Il problema delle pratiche commerciali sleali, argomento sul quale si è soffermato l'europarlamentare Paolo De Castro in collegamento da Bruxelles, è prossimo ad una svolta grazie ai provvedimenti predisposti dal Parlamento europeo.


Scenari internazionali

Il mondo della carne dovrà poi prestare attenzione alle anticipazioni sulla riforma della Pac.
La rinazionalizzazione e la riduzione delle risorse delle quali si va discutendo sono una minaccia alla crescitadel settore.
L'opposizione a queste scelte da parte del Parlamento europeo è tuttavia motivo di ottimismo.

Uno sguardo attento va poi rivolto a quanto sta avvenendo sul piano internazionale.
Al primo posto la conclusione delle intese per la Brexit e poi gli accordi commerciali internazionali, da prendere in esame senza preconcetti.


Alleanza con il consumatore

Lo sviluppo della filiera delle carni non si esaurisce in questi punti, ma deve allargarsi ad una rinnovata alleanza con il consumatore e con la sua aspettativa di garanzie sempre più forti.

Va in questa direzione il sostegno alle ricerche sulla qualità ed efficacia delle terapie oncologiche, dirette da Paolo Marchetti dell'Università La Sapienza di Roma.
Lo stesso Marchetti, intervenendo all'assemblea di Uniceb, ha riferito i dati emersi dallo studio che ha dimostrato la necessità, anche nei pazienti oncologici, della presenza delle proteine animali in una dieta equilibrata.

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