Natale, vince la tradizione: tornano le ricette della nonna


Natale, vince la tradizione: tornano le ricette della nonna



Dopo la sperimentazione di mode e ricette molto lontane dai propri usi e culture, per il Natale 2018 gli italiani tornano alla tradizione.
Dopo un periodo di esplorazione del nuovo e di ricerca di piatti stravaganti e dalla parvenza più “naturali”, dove cibi esotici come quinoa e soia, tutt’altro che sostenibili, facevano parte della lista degli ingredienti, gli italiani fanno dietrofront e tornano alle origini. A Natale vince la tradizione: gli italiani porteranno in tavola i piatti di sempre, le “ricette della nonna”, che spiccano perfino tra le parole più cercate oggi in assoluto su Google trend, insieme a “tradizionale”, mostrando una nuova fotografia del nostro Paese, che torna ai sapori antichi e semplici.
La carne e il pesce sono da sempre i veri protagonisti dei gran cenoni e pranzi di Natale e Capodannodallo zampone con le lenticchie ai tortellini in brodo, dal capitone e baccalà fritti al cappone ripieno: sono solo alcuni esempi di capolavori della nostra tradizionemediterranea, fortemente legati alla territorialità e che riportano con la memoria all’infanzia, quando i nostri nonni e genitori preparavano per la famiglia queste pietanze, invadendo di profumi la cucina e rafforzando un legame che le varie mode “chic” odierne hanno tentato (invano) di farci dimenticare.
Oltre ad un ritorno alle ricette genuine e rassicuranti del passato, emerge anche il bisogno di sostenibilità e di lotta allo spreco, in quanto la cucina della tradizione si basa proprio sulla necessità di riutilizzare il cibo avanzato per non sprecare nulla. Per questo le ricette della nonna con gli ingredienti di sempre sono oggi le più sostenibili per l’ambiente, ricche di spunti fantasiosi sul recupero degli avanzi, dando vita a nuovi e deliziosi piatti anti-spreco.
Polpette, polpettoni, torte salate ripiene, ma anche frittate e crostini sono i cibi anti-spreco per eccellenza, che raccolgono con dignità nuovamente dentro di sé tutti gli ingredienti più svariati: è così che le carni degli arrosti rimasti possono essere frullate insieme alle verdure dei giorni precedenti, per ottenere dei paté da spalmare sui crostini, oppure amalgamati con uova e formaggi avanzati e trasformarsi nel ripieno di una torta salata o di un polpettone eco-sostenibile.
Anche i tagli poveri, cioè tagli di carne di seconda scelta più economici ma dall’altissimo valore nutrizionale, si prestano per queste preparazioni e ad essere “riciclati” molto più dei tagli più comuni. Come il lombatello o lo spinacino, molto saporiti e adatti proprio per preparare arrosti, polpette e polpettoni. O gli ossobuchi del bovino; o ancora parti di scarto del pollo come le ali, il collo e le zampe per preparare l’immancabile brodo, in cui cuocere i tortellini, fatti in casa utilizzando come ripieno il resto degli affettatinon consumati, come prosciutto crudo e mortadella.
Conservare i cibi in modo corretto, così che durino per più tempo anche nei giorni successivi, è un altro punto importante da tenere in considerazione. Congelare gli alimenti in eccesso per poi riadoperarli in un secondo tempo è sicuramente uno dei metodi più comuni ed efficaci, ma oggi anche il “sottovuoto” sta prendendo piede in campo domestico: la macchina sigillatrice sottovuoto può essere un regalo da farsi e un buon investimento, perché poco costosa, prolunga per molto la vita degli alimenti ed evita tantissimi sprechi.
Non più dunque preparazioni esagerate di cibo per paura che sia troppo poco, col rischio di gettarne gran parte nel bidone della spazzatura, non più super abbuffate senza ritegno, né preparazioni da nouvelle cuisine con ingredienti provenienti dall’altra faccia del pianeta: gli italiani puntano al rispetto delle tradizioni, al buonsenso e ad un Natale virtuoso e sostenibile, con menu intelligenti e costruiti con criterio, unendo tradizione e innovazione. La nostra salute e l’ambiente ne sono sicuramente lieti.

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