India, capitale mondiale del diabete: il parere degli esperti


India, capitale mondiale del diabete: il parere degli esperti



Qual è il nesso in India tra l’essere il Paese più vegetariano del mondo e l’essere definito come “la capitale mondiale del diabete”? Il parere degli esperti.
L’India, paese con più vegetariani e vegani al mondo per fede religiosa, è la “capitale mondiale del diabete. Appellativo strano se pensiamo che questo tipo di diete a base vegetale vengono definite come le più salutari. Eppure i dati parlano chiaro. La città di Chandigarh ha la più alta prevalenza di diabete di tipo 2 nel paese, e lo stato di cui è capitale, il Punjab, ha il 75% della popolazione che segue una dieta vegetariana.
Diversi esperti hanno espresso il loro parere in merito e l’Associazione Dietetica Indiana ha recentemente rilasciato una dichiarazione affermando che l’84% dei vegetariani nel paese sono carenti di proteine ​​rispetto al 65% di chi mangia carne. Infatti nel subcontinente, negli ultimi 50 anni sono stati osservati incrementi significativi nel consumo di grano lavorato, zucchero e oli vegetali, che hanno ormai superato di gran lunga i tanto temuti grassi animali.
Anche uno dei più eminenti dietologi della Nuova Zelanda, il Dr Caryn Zinn ha spiegato: “A parità di calorie, la carne è più proteica e nutriente delle verdure. Certamente si può avere una dieta vegetariana molto salutare, ma la maggior parte dei vegetariani nel mondo chiaramente non la seguono”. Recentemente c’è stato molto clamore dei media suggerendo che l’adozione di una dieta senza carne o priva di prodotti animali è la scelta migliore per la salute umana e del pianeta, ma questa affermazione non è basata sull’evidenza: anzi al contrario, la totalità delle prove non trova un’associazione valida tra il consumo di carne rossa ed una ridotta aspettativa di vita e perfino l’associazione tra grassi saturi e cardiopatie è stata totalmente ridimensionata.
Un ampio studio osservazionale condotto in Australia nel 2016 ha concluso che, contrariamente alla credenza popolare, i vegetariani non vivono più a lungo dei non vegetariani e allo stesso modo, un ampio studio austriaco pubblicato sulla prestigiosa rivista medica PLOS 1 ha rilevato che una dieta vegetariana è associata a una salute più povera, con maggiori incidenze di cancro, allergie e disturbi mentali, maggior ricorso all’assistenza sanitaria e una qualità della vita peggiore.
“La carne rossa è una delle migliori fonti di zinco vitamina B12, non abbiamo bisogno di meno carne ma di carne migliore”, ha detto la dietista e agricoltore biologico Diana Rodgers. “Il bestiame ben gestito può anche essere uno dei nostri migliori strumenti per mitigare i cambiamenti climatici”, ha aggiunto Rodgers, citando uno studio che mostra come i bovini possano sequestrare il carbonio, osservando l’intero ciclo di vita. Infatti un rapporto indipendente del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti prevede che la rimozione totale degli animali da allevamento ridurrebbe solo del 2,6% i gas serra degli Stati Uniti, ma contemporaneamente un sistema solo vegetale causerebbe diete più caloriche, peggiorando le carenze di nutrienti essenziali.
Ad ulteriore conferma di queste osservazioni arriva la testimonianza del dottor Aseem Malhotra, noto cardiologo della Gran Bretagna che sta conducendo con successo una campagna contro il consumo eccessivo di zucchero, problema che riguarda le diete che escludono alimenti nobili come la carne e il pesce.
“La dieta vegetariana piena di cibi ultra-elaborati di mia madre ha contribuito alla sua morte prematura”, racconta il dottor Malhotra. “La sua dieta vegetariana la obbligava a prendere un’integrazione di vitamina B12 e di ferroLa carenza di proteine ​​ha portato alla sarcopenia, un calo della massa muscolare, che ha limitato ulteriormente la sua mobilità. Purtroppo, la devota fede religiosa di mia madre per evitare di consumare prodotti animali, combinata con una dieta ad alto tenore di zucchero e amido, è andata a scapito della sua salute” conclude Malhotra. “Questi tragici casi non sono insoliti nel mio lavoro da medico cardiologo del NHS, ma si possono evitare seguendo una dieta completa ed equilibrata”.

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