Carne bovina: i diversi tagli di manzo e vitello


Vediamo insieme quali sono i diversi tipi di tagli di carne bovina, a partire da quella di manzo e di vitello.
Quando andiamo dal macellaio a comprare un bel pezzo di carne c’è davvero l’imbarazzo della scelta per tutti i tagli che si possono trovare. Come fare a prendere quello più adatto al tipo di ricetta che vogliamo preparare? Ecco una breve guida dei principali tagli della carne di manzo e vitello, per imparare a conoscerli e ad orientarci nella scelta del pezzo più consono alle nostre esigenze.
I diversi tipi di tagli di carne bovina si dividono generalmente in prima, seconda e terza categoria, a seconda che facciano parte rispettivamente del quarto posteriore, del quarto anteriore, o delle parti dell’addome e degli arti. I tagli di prima categoria sono i migliori, più pregiati e teneri, provenienti dalla regione dorso-lombare e dalla coscia dell’animale, ideali per le cotture alla brace: appartengono a questo gruppo la lombata, il filetto, lo scamone, la fesa, la noce e il girello di coscia.
I tagli di seconda categoria provengono invece dal quarto anteriore, e quindi il dorso, le costole e la spalla, che presentano caratteristiche morfologiche differenti per dimensioni più piccole, maggior quantità di grassi, connettivo e cartilagini rispetto al posteriore, ma comunque buoni dal punto di vista nutrizionale e organolettico, ideali per essere arrostiti o cucinati in umido. A questo gruppo appartengono ad esempio il campanello, il fesone di spalla, la copertina, il lombatello e il biancostato.
Nella terza categoria troviamo i tagli provenienti dagli arti, dal collo e dalla pancia, come il geretto, la bavetta e il reale, molto grassi e saporitissimi, ideali per lunghe cotture come brodi, bolliti o per essere macinati.
Se alcune carni di seconda e terza categoria abbiamo già avuto modo di conoscerle nella descrizione dei tagli poveri, vediamo nello specifico le caratteristiche anche degli altri tagli sopra menzionati, considerando che a seconda delle diverse regioni d’Italia i nomi possono variare.
Ad esempio, la fesa a Genova è chiamata lacerto. Taglio di carne bovina di prima categoria, uno dei più grandi che rappresenta la parte interna della coscia, è di forma triangolare e con poco grasso, variabile dall’1 al 4%. È ideale per cotture brevi, come fettinecotolette e bistecche alte da cuocere sulla griglia, o anche per arrosti e stracotti. Oppure per fare un macinato di alta qualità.
La lombata invece è uno dei tagli più conosciuti e pregiati del dorso del bovino, dove dalla parte anteriore che va verso la testa dell’animale si ricavano le costate, mentre dalla parte posteriore le fiorentinecon il tipico osso a forma di T che separa il filetto dal controfiletto. Ottima per roast beef, succulente bistecche e tagliate. A Foggia si chiama scorzetta e a Palermo, Messina e Reggio Calabria trinca.
Lo scamone, che a Messina e Reggio Calabria si chiama codata, è un altro grosso e importante taglio di prima, composto dalle imponenti masse muscolari vicino all’anca del bovino, che congiungono la lombata e la coscia, per questo molto pregevole e impiegato sia per cotture lunghe come stracotti e stufati, ma anche strepitose bistecche, tagliate, roast beef, scaloppe e carpaccio.
Per finire, tra i tagli di prima categoria, troviamo la noce, tenero e dal sapore delicato.
Tra i migliori del suo gruppo, è situato nella coscia, dunque molto magro e muscoloso, di forma rotonda e perfetto per arrosti morbidi e succosi, scaloppine, straccetti, fettine sottili o alte bistecche da cuocere alla brace o per preparare macinati di alta qualità. Non va bene invece per le cotture lunghe in umido o bolliti. Anche per questo taglio i nomi regionali posso variare, infatti a Bari, Foggia, Napoli e Potenza si chiama pezza a cannello.

Tra i tagli di seconda categoria troviamo quelli ricavati dalla parte anteriore dell’animale come il fesone di spalla, di forma triangolare, magro, con un contenuto di grasso variabile dall’1 al 4%. È idoneo sia a cotture lunghe in umido che brevi, per cotolettespezzatino, arrosto, macinato o carpaccio. La copertina di spalla, conosciuta anche come cappello del prete o aletta, è un taglio situato nella scapola, che pur essendo di seconda categoria viene subito dopo il filetto come tenerezza. Nonostante ciò viene utilizzato per le cotture lunghe, in brodo o brasato, grazie alla discreta quantità di grasso, variabile dal 4 al 7%, che non lo rende stopposo, oltre che arrosto, per lo spezzatino o per tagliate e bistecche da cuocere al sangue sulla griglia (la famosa Flat Iron Steak deriva da questo taglio).
Altri tagli di seconda categoria sono il lombatello o diaframma, ricavato dal costato, sottile, tenero e povero di grasso, che vuole una cottura veloce al sangue (la famosa Hanger Steak), mentre il biancostato di pancia, detto anche doppione scaramella, si ricava dalla parte intercostale del bovino, tra il dorso e il petto, sopra la pancia: ha una forma piatta e ricco di grasso, ossa e cartilagini, adatto per questo per preparare un brodo saporito. Infatti insieme al reale è il taglio perfetto per il bollito, ma anche per umidi e spezzatini. Nella zona dell’attaccatura della gamba posteriore del bovino, corrispondente al polpaccio dell’uomo, troviamo il campanello, detto anche pesce, ricco di connettivo ma molto apprezzato per arrosti, braciole, spezzatini, stufatistracotti e bolliti.
Degno di nota per la sua bontà e versatilità è il reale, taglio di terza categoria molto economico che fa parte del collo dell’animale, da cui si ricavano bistecchine o scaloppine e ideale per la sua morbidezza ad arrosti, brasati e stufati. La bavetta di manzo è invece un taglio proveniente dalla pancia, tanto eccezionale quanto sottovalutato, da cui si ricava la famosa Flank Steak, molto saporita e succulenta. Essendo però ricca di connettivo deve essere cotta molto velocemente per non indurirla, meglio se sottoposta ad una mezzora di marinatura per ammorbidirla prima di scottarla rapidamente.
È importante conoscere le diverse parti che andiamo ad acquistare, soprattutto per non rivolgerci sempre verso i soliti tagli più famosi, ma per optare anche verso tagli di seconda e di terza categoria spesso trascurati, che possono invece soddisfare le nostre richieste in cucina, valorizzando l’animale nella sua interezza e limitando così gli sprechi in macelleria. Il tutto, oltre che avere a disposizione delle carni saporite, nutrizionalmente valide e a basso costo.

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