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Showing posts from May, 2020

SOLO CHI HA CORAGGIO PROSEGUE

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O diverse e-mail da COLLEGHI che avevano tutti un tema simile in quanto le loro aziende si stanno adattando ai nuovi modi di lavorare o stanno emergendo dalla crisi COVID-19. In sintesi, fanno lo stesso punto e pongono la stessa domanda.  "Di solito sei bravo a prevedere le cose, cosa accadrà nel mio settore" In primo luogo, le previsioni sono per natura un'ipotesi.  Inoltre, onestamente, non sono così bravo a indovinare nulla.  Le migliori dichiarazioni su ciò che sta per accadere e le tendenze sono ancorate ai dati.  Dati forse imperfetti, forse anche astratti in qualche modo. Questo ci aiuta a capire, rapidamente, cosa non è probabile che accada tanto quanto ci informerà su ciò che verrà dopo. Durante le prime due settimane del blocco, ci sono stati molti messaggi nei social media e tradizionali, ma un momento di cambiamento.  Dobbiamo smettere di vivere in questo modo, dobbiamo mettere il pianeta al primo posto, dimenticare il capita...

Antropologia alimentare dalla carestia alla dieta preventiva

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Antropologia alimentare dalla carestia alla dieta preventiva La storia dell'alimentazione dimostra come, dal drammatico binomio «fame-morte» di molti secoli fa, si sia passati prima alla non meno triste realtà «carestia-malattia» e poi, negli ultimi decenni, al parallelismo «nutrizione-salute», preludio del concetto di «dieta-prevenzione» oggi dominante.  Tutto questo sembra avvalorare ciò che sosteneva più 150 anni fa il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach (1804-1872): «L'uomo è ciò che mangia».  L'alimentazione, dunque, ha sempre svolto un ruolo fondamentale per la salute individuale e collettiva. Una particolare microstoria gastronomica può rappresentare un prisma attraverso il quale osservare una più generale macrostoria alimentare, inerente l'assunzione quotidiana del cibo e le sue ripercussioni sulla salute. Ne risulterebbe uno spaccato di storia che, avendo come filo conduttore le abitudini alimentari di una popolazione, aiuterebbe a capire come siano c...

L'enigma del foodervice 'COVID-19' dimostra una cosa secondo Steven Johnson, Grocerant Guru ® presso Tacoma, WA Foodservice

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Solutions  ®  “Siamo tutti insieme”.    La battaglia per una parte dello stomaco può essere distorta al momento, ma  Darian Pickett, CEO di  Acosta,  afferma che i consumatori sono ottimisti e desiderano un ritorno che consoli l'eredità alimentare e le vie di distribuzione in evoluzione. Nella ricerca condotta dal primo sondaggio tra gli acquirenti di Acosta dal 6 al 12 marzo, è emerso che "i livelli di preoccupazione sono in media 6,9, e ora sono passati a 8,2 su 10. Detto questo, siamo ottimisti sul fatto che queste preoccupazioni si invertiranno con più della metà degli acquirenti intervistati notando che si aspettano le loro abitudini di acquisto tornano alla normalità una volta terminata la pandemia. "  Ecco alcune informazioni tratte dal terzo rapporto di  ricerca  COVID-19 di Acosta   , raccolte tramite sondaggi online condotti tra il 3 e il 7 aprile, che forniscono informazioni sul comportamento attuale e futuro ...

AZOTO LIQUIDO IN CUCINA

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AZOTO LIQUIDO IN CUCINA | La tecnica molecolare detta cucina del Grande freddo L'azoto liquido rappresenta uno degli alleati per tutti quegli Chef che desiderano sedurre i propri ospiti con piatti di alto livello culinario, in grado di sorprendre sia nel sapore, che nell'aspetto.  Azoto liquido in cucina: dettagli della tecnica di cucina molecolare  Scopriamo cosa è e i particolari di questa tecnica chiamata anche “La cucina del Grande Freddo” L’azoto liquido ancora non fa parte degli ingredienti quotidianamente utilizzati nelle cucine dei ristoranti, eppure costa poco, è sicuro, rispetta l’ambiente e consente allo Chef la realizzazione di piatti davvero straordinari in ogni loro aspetto! Ecco perchè oggi vogliamo parlarvi dell’azoto liquido in cucina, gas che fino a qualche tempo fa era impiegato nella cucina molecolare solo per scopi scenografici, ma che adesso ha guadagnato molto interesse da parte di numerosi Chef in quanto offre la p...

L’epoca dei ristoranti è finita o, piuttosto, si sta aprendo una nuova era?

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Le opposte fazioni tra gli chef che vedono tutto nero e quelli che immaginano un nuovo mondo che grazie alla tecnologia si apre alle sperimentazioni. A sopravvivere, come sempre, saranno le buone idee, i nuovi format e il coraggio di chi saprà osare Il mondo della ristorazione, oggi, si divide in due partiti: i catastrofisti e i concreti. Ferran Adrià, chef che ha segnato la nuova strada spagnola all’alta ristorazione, di solito positivo e visionario, lancia un grido d’allarme dai social network, preoccupato che i ristoranti possano riaprire e tornare ai fasti del pre-virus. Daniel Humm da New York mette in dubbio la sua stessa riapertura: primo ristorante al mondo per la classifica 50 Best nel 2017, l’insegna blasonata di Eleven Madison Park potrebbe non accogliere più clienti e trasformarsi in un nuovo concetto di mensa charity, cambiando radicalmente il suo destino. In Italia sono in molti – anche tra i più celebri – a dire che la festa è finita e che i profitti di...