**Additivi e aromi sotto la lente: il bilancio 2024 del Piano nazionale tra controlli, rischi e sicurezza alimentare**
Nel 2024 si rafforza in Italia il sistema di vigilanza su additivi e aromi alimentari, un ambito cruciale per la sicurezza dei prodotti trasformati. Il *Piano Nazionale di controllo ufficiale additivi e aromi alimentari*, in linea con la normativa europea, fotografa un’attività sempre più strutturata, orientata al rischio e supportata da una rete di laboratori specializzati.
Alla base del sistema ci sono i regolamenti comunitari, in particolare il Regolamento (CE) n. 1333/2008 sugli additivi e il Regolamento (CE) n. 1334/2008 sugli aromi, che definiscono quali sostanze possono essere utilizzate negli alimenti, in quali quantità e a quali condizioni. Norme che non introducono solo autorizzazioni, ma impongono un sistema continuo di verifica lungo tutta la filiera.
Nel corso dell’anno, le autorità sanitarie regionali e locali hanno intensificato i controlli su prodotti finiti, materie prime e stabilimenti produttivi. L’obiettivo è duplice: da un lato accertare che vengano utilizzati esclusivamente additivi e aromi autorizzati, dall’altro verificare il rispetto dei limiti massimi previsti per legge. Non meno rilevante è il controllo delle cosiddette “sostanze indesiderate”, presenti naturalmente negli aromi, disciplinate dall’Allegato III del regolamento europeo sugli aromi.
È proprio questo uno dei punti più sensibili emersi dal Piano: alcune sostanze, pur non essendo aggiunte intenzionalmente, possono rappresentare un rischio se presenti oltre determinate soglie. Si tratta di composti che derivano da processi naturali o tecnologici e che richiedono un monitoraggio costante, soprattutto in categorie alimentari ad alto consumo.
Particolare attenzione è stata dedicata anche agli aromi di fumo, regolati dal Regolamento (CE) n. 2065/2003. Questi prodotti, utilizzati per conferire note affumicate senza ricorrere a processi tradizionali, sono sotto osservazione per la possibile presenza di contaminanti come gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), tra cui il benzo(a)pirene. Negli ultimi anni, anche a livello europeo, non sono mancate valutazioni scientifiche che invitano alla prudenza sul loro impiego.
Il bilancio delle attività 2024 evidenzia oltre mille campioni analizzati nell’ambito dei controlli ufficiali, con il coinvolgimento di istituti come l’Istituto Superiore di Sanità e gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Un sistema che si avvale anche dei laboratori di riferimento europei, a conferma di una rete sempre più integrata.
Il modello adottato è chiaramente “risk-based”: i controlli non sono distribuiti in modo uniforme, ma si concentrano su prodotti, processi e operatori considerati più esposti al rischio, anche sulla base di precedenti non conformità o segnalazioni nel sistema di allerta rapido europeo (RASFF).
Per le imprese alimentari, il messaggio è netto: la conformità non si limita alla scelta di ingredienti autorizzati, ma richiede una gestione consapevole e documentata. Dalla qualifica dei fornitori alla verifica delle schede tecniche, fino al rispetto delle dosi e alla valutazione dei contaminanti indiretti, ogni fase deve essere sotto controllo.
In definitiva, il Piano 2024 non introduce nuove regole, ma consolida un principio fondamentale: la sicurezza alimentare passa anche da ciò che non si vede. Additivi e aromi, spesso invisibili al consumatore, restano elementi essenziali da monitorare con rigore scientifico e continuità operativa.
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Sirignano Thilo Stefan
Sirignano Consulting
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