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Antibiotico-resistenza: uno stile di vita Slow può fare la differenza

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Antibiotico-resistenza: uno stile di vita Slow può fare la differenza Nell’ambito della campagna  Meat the Change , realizzata da Slow Food grazie al contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il movimento sostiene l’iniziativa “Antibiotici, meno e meglio”, lanciata dalla rete di  Slow Medicine  e da  Altroconsumo  contro l’utilizzo inappropriato degli antibiotici, sia per la salute umana che animale e ambientale. Gli antibiotici stanno perdendo la loro efficacia di fronte a batteri sempre più resistenti alla loro azione. La causa principale è un utilizzo eccessivo e spesso non appropriato di questi farmaci, che mette a rischio la salute di tutti, pianeta incluso. Con oltre 10mila decessi ogni anno, su 33 mila circa in Europa, l’Italia ha il triste primato delle morti da resistenza agli antibiotici, secondo un’indagine che è stata presentata a marzo di quest’anno nel VII Congresso Internazionale AMIT (Argomenti di Ma...

Salame senza nitriti e nitrati? Non necessario, ma possibile

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SICUREZZA ALIMENTARE La presenza di nitriti e nitrati nei salumi è molto utile, ma c’è chi ne è inutilmente spaventato. Per far contenti anche loro, c’è chi si sta adoperando per produrre salumi che ne siano anche totalmente privi. Difficile resistere alla tentazione di mettere nel carrello della spesa quel  salame  dall’aspetto appetitoso. Poi guardi l’etichetta e ti interroghi sui nomi e sulle sigle che figurano fra gli additivi. Sono i  nitriti  (E249, E250) e i  nitrati  (E251, E252) dei quali a volte hai sentito parlare in termini negativi. La loro presenza è invece una  garanzia di salubrit à  del prodotto che ci mette al riparo da temibili patologie, come il  botulismo . L'eventuale presenza di #nitriti e #nitrati nei #salumi è garanzia di salubrità del prodotto e mette al riparo da patologie come il #botulismo. Inoltre alcuni scienziati come  Jeff Sindelar, dell’Università del Winsconsin   hanno recente...

Sostenibilità nel settore food: dai ristoranti sostenibili alle app per ridurre gli sprechi

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Sostenibilità nel settore food: dai ristoranti sostenibili alle app per ridurre gli sprechi Ristoranti, supermercati e applicazioni: ecco diversi esempi di sostenibilità nel settore food, tra ecologia, solidarietà e risparmio. Ogni anno gli  italiani gettano 36kg di alimenti che avrebbero potuto mangiare . Che sia per distrazione o per mancanza di programmazione nel fare la spesa, la verità è che lo spreco alimentare (specialmente di pane e di verdure fresche) è enorme, come ha rivelato la ricerca condotta dall’osservatorio nazionale sugli sprechi Waste Watcher. Nonostante lo spreco alimentare sia ancora eccessivo, siamo vicini a un  cambiamento positivo : negli ultimi quattro anni, infatti, da 1 italiano su 2 che buttava cibo una volta al giorno si è passati a 1 su 100. Sembra inoltre che i  consumatori siano diventati sempre più attenti a ciò che mangiano , a come gli alimenti vengono prodotti e all’ impatto  ( sociale  e  ambientale ) del relativo ...

LA NUOVA FRONTIERA DELLA FROLLATURA

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La nuova frontiera della Frollatura.  Una nuova frontiera del gusto si sta facendo strada. I vegetariani non gradiranno, ma i carnivori hanno già la forchetta e il coltello pronti. Come per il vino, per il formaggio o il prosciutto, la frollatura è una tecnica con cui la carne viene portata a maturazione secondo precise tecniche all’interno di celle frigorifere. Lo scopo è quello di rilassare le fibre muscolari della carne così da farle acquistare maggiore morbidezza e gusto, nonché digeribilità. In Italia, a differenza dei paesi anglosassoni, la frollatura non è una tecnica molto diffusa e solo negli ultimi anni sta iniziando a incuriosire gli appassionati. Iniziamo con il dire che la frollatura può essere di due tipi: la  Wet Aged  e la  Dry Aged . La prima è una  tecnica di sottovuoto : si confezionano i tagli di carne subito dopo la macellazione in buste prive di ossigeno e si conservano in celle frigorifere...

Dieci cose (imprescindibili) da sapere sul tartufo

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Sappiamo che quello bianco è più pregiato di quello nero. Sappiamo che è uno degli alimenti più segmentanti: chi lo ama e chi lo detesta. Ma come si sceglie? Si può coltivare? I prodotti “al tartufo” lo contengono davvero? Ecco l’abc del tuber magnatum Pico È uno dei prodotti enogastronomici più preziosi, sicuramente uno tra i più costosi.  È uno dei sapori più segmentanti: chi lo ama lo ama di un amore folle, chi lo detesta non riesce nemmeno a sentirne il persistente afrore. È di sicuro, però, un ingrediente che ha in sé un alone di magia, una perfetta sintesi di alchimia, e di rapporto viscerale tra uomo, territorio e cane. Lo conoscete davvero? Sapete sceglierlo?  Ecco un decalogo per chi vuole essere preparato al prossimo assaggio. 1)  Che cos’è il tartufo? Le specie di tartufo esistenti sono centinaia, ancora oggi ci sono ricerche scientifiche in merito alla loro commestibilità.  Le famiglie principali sono tre: i bianchi, gli estivi e i neri....